Pastore belga sports
è interessante notare a quante diverse discipline possa essere avviato un pastore belga.  In questo senso si può senz'altro dire che il pastore belga è uno dei cani più versatili, adatto sia a compiti di protezione civile, di polizia, sia agli sport più variegati.

Pastore belga training
questa parte è dedicata al training e contiene riflessioni e istruzioni che decido di mettere a disposizione di  chi si avvicina all'esperienza di addestramento di un cucciolo belga. 
Tutto ciò che leggerete è frutto di una sintesi di letture  e di esperienze personali fatte con un cucciolo tervuren. Non posso dunque considerarmi un vero esperto ma ho ottenuto buoni risultati... 
lascio a voi il giudizio e la possibilità di seguire o meno le mie istruzioni. 
Nelle pagine che seguono, l'ipotetico cane da addestrare è chiamato - con  straordinario sforzo di fantasia - Fido.

Pastore belga: sports
  • Agility: 
Si tratta di uno degli sport cinofili più spettacolari, dove si può vedere meglio quanto un legame cane-uomo può essere stretto e l'intesa entusiasmante.Nelle gare di agility di alto livello capita di vedere sempre più Border collies, che sembrano essere  la razza più dotata in termini di motivazione e  velocità. Se però andiamo ad analizzare le classifiche dei campionati (soprattutto quelli internazionali) vi si trovano numerosissimi belgi  nei primi posti. Bene, si può sicuramente dire che il pastore belga può fare in agility grandi cose, compreso vincere i titoli più importanti. I tervueren e i malinois sembrano essere le varietà più usate in agility ma in Italia vi sono moltissimi ottimi groenendal che gareggiano ad alti livelli. Rispetto ai border i tervueren  sono diversi, tendono per esempio a stare più vicini al padrone, a girare più stretto, cose positive e negative a seconda del modo in cui si vedono.
Per le regole dell'agility: http://www.dogpatch.org/Agility/IAL/ialrules.htm
  • Ipo,  schutzund, mondioring
Queste sono le discipline dove capita di vedere impegnate tutte le razze cosiddette da difesa. Pastori tedeschi, belgi, rottweiler, dobermann etc. E' bene dire che esiste oggi una certa tendenza dei proprietari di pastori belgi a seguire carriere nel Ring e Mondioring, assai più che in Ipo e Schutzund dove invece capita di vedere più frequentemente le altre razze citate. Nel mondioring i pastori belgi malinois sono gli incontrastati dominatori. Se assisterete ad una gara di mondioring, rimarrete a bocca aperta nel vedere cosa un cane è in grado di fare, la sua capacità di discernere tra situazione e situazione, la sua atleticità (superare un muro verticale di 2,4 metri non è uno scherzo) ma soprattutto il grado di controllo che il conduttore arriva ad  avere sul cane.
 
  • Sheepdog
Nelle prove di attitudine al lavoro su gregge che si fanno ogni anno in Francia (alla nazionale d'allevamento per esempio) risulta che ancora un terzo dei belgi mantiene l'istinto a questo tipo di attività. Nella maggior parte dei casi  si tratta di doti che possono essere coltivate con successo, ma che comunque richiedono molto lavoro, costanza e assiduità. Anche qui il confronto viene immediato con i border collies: in questo caso tale confronto è difficile da farsi in quanto i border, fino a pochi anni or sono selezionati solo in base al loro istinto di pastori, sono innegabilmente i più bravi. 


Pastore belga training

perché addestrare
Credo sia giusto porsi innanzitutto la domanda perché dovrei addestrare Fido. Nell'addestrare ci possiamo porre tre obiettivi: 1) convivere meglio con lui e farlo convivere meglio nell'ambiente in cui lo inseriamo. 2) arricchire grandemente  il rapporto e l'interazione con Fido. 3) sviluppare in Fido capacità che lo rendano utile a variegati scopi (guardia, difesa, protezione civile ecc).
Per raggiungere il primo obiettivo, sono da considerarsi fondamentali nell'educazione del cane quei comandi che tendono a preservare la incolumità del cane stesso e - nel caso di cani aggressivi - di quella di persone/animali con cui il cane viene a contatto. Un esempio è dato da Vieni, No!, e pochi altri. 
Per raggiungere  il secondo obiettivo, vi sono tutti gli altri comandi che possono agli occhi di molti sembrare totalmente inutili... nella maggior parte dei casi lo sono ed hanno senso di esistere solo perché permettono di creare un rapporto di ricca interazione cane/padrone. 
Allo scopo di raggiungere il terzo obiettivo saranno necessari altri elementi quali un cane ricettivo e che impari  volentieri, tempo libero da dedicare, passione, esperienza (che è quella che mi sento più spesso mancare...)

quale approccio 
se avete un cucciolo di pastore belga abituatevi all'idea di avere nelle vostre mani un essere assai predisposto all'apprendimento ma anche  estremamente sensibile. Proprio perché estremamente sensibile, tenete conto di alcune considerazioni
 

  • Con un belga funziona il metodo gentile, senza alzare la voce, rendendo ogni esperienza piacevole e rilassata. 
  • L'addestramento è fatto di piccoli trucchi ma soprattutto di tanta Pazienza  e Continuità.
  • Le lezioni dovrebbero essere un gioco, quando vi rendete conto che il cucciolo  si distrae e vorrebbe fare altro dedicatevi ad un gioco a lui totalmente gradito. In ogni caso fate sessioni brevi, 5-10 minuti magari più volte al giorno.
  • Il richiamo è il comando più importante e va gestito nel migliore dei modi. Non dite mai "fido, vieni!" quando volete fargli  fare qualcosa a lui non gradito (metterlo in un recinto, fargli il bagno, farlo avvicinare a quell'insopportabile veterinario, rimettergli il guinzaglio durante una passeggiata) . In quei casi, per  farlo avvicinare usate parole che siano diverse: alle orecchie del cucciolo, "Fido, vieni" deve significare che sta per succedere qualcosa di bellissimo... in questo modo avrete un richiamo efficace da usare in situazioni critiche e di pericolo.
  • Allo stesso modo  non usate  il suo nome come rimprovero. Cioè se vi sta mangiando le nuovissime scarpe da ginnastica non urlate "Fido!!!!", La parola da usare è  un 'NO!' deciso (ma non troppo violento) ed è da usare quando il cucciolo è colto sul fatto: io credevo che sgridarlo  indicandogli (a posteriori)  l'oggetto della marachella  potesse servire a qualcosa, l'unico risultato  era  che  ogni volta che indicavo un oggetto con l'indice (per esempio un biscotto o il riportino) lui si ritraeva credendo di essere sgridato. 
  • Non chiamate troppo il cucciolo, si abituerebbe al richiamo e non ci farebbe più caso.  Da lui invece volete attenzione ed entusiasmo quando lo chiamate...  se lo chiamate fate in modo che ci sia - costantemente - per lui un biscotto o un po' di complimenti. Se creerete una sorta di riflesso condizionato, quando il cane sarà più grande basterà un bravo!
  • ricordatevi sempre che il cucciolo non parla italiano (e nemmeno tedesco). Il cucciolo può però imparare tante parole, o meglio associarle ad una azione. Creare questa associazione è il vero nocciolo dell'addestramento:
  • date il comando con un tono gentile ed incoraggiante 
  • aiutate il cucciolo a fare ciò che gli avete chiesto, ponendolo in posizione con le mani in modo gentile e sicuro. 
  • quando è nella posizione giusta, o ha fatto ciò che gli avete chiesto, complimentatevi in maniera esagerata,  verbalmente, con carezze e - soprattutto - con un biscottino.
  • usate un gesto o una parola per indicare che il gioco è finito, gli inglesi usano "that's all". A voi la scelta.
Tenete anche presente questo:
  • nella maggior parte dei casi o meglio quando capisce - il tervuren è portato ad ubbidire 
  • partire nel modo  giusto è  fondamentale: la base dell'addestramento   é  la costruzione di un linguaggio che permetta  di capirsi: i primi successi saranno motivanti per entrambi e l'addestramento diventerà un gioco. Se non vi capite con il cucciolo  potreste trasformare il gioco dell'addestramento in una esperienza frustrante. 
  • se Fido non capisce e voi  alzate il tono come in un rimprovero peggiorerete la situazione: la prima e ultima volta che lo feci il mio cucciolo  indietreggiò con una espressione del tipo "sono proprio un incapace... è vero"
Quando avrò un poco di tempo continuerò sul seguente schema: 
  • No
si tratta del modo per far capire al cane che ciò che sta facendo in quel preciso istante non va fatto. Può  essere utile in tantissime situazioni, per quanto mi riguarda non ho dovuto insegnarglielo poiché quando mi venne affidato conosceva già bene il significato di un NO. Ho dovuto qualche volta ricordarglielo, nelle poche occasioni in cui tendeva a non rispettare il mio NO.  lo uso in particolar modo quando il cane vorrebbe allontanarsi dove non deve.
  • Il richiamo
  • Attento
  • seduto
  • terra
  • resta
  • al piede
  • condotta al guinzaglio
  • cerca
  • porta
  • in piedi
  • abbaia